Lunga la forra
aprivano, al subitaneo
sobbalzar del vento,
o aspre dune
arse dal fuoco
che immola, feroci
dardi alla bocca
arsa protesa sulla
lurida landa per
me fatta nettare
e volo come falco.
Sale lentamente, alta
nel cielo, la luna
e gli occhi a mille a mille
si specchiano
nella luce tenue delle
memorie.
Sei nato a fianco
del binario, nella stazione
ti hanno accarezzato
i raggi del sole e
la tua anima gialla
è stata più forte
dell'acciaio delle ruote
e dei turbinii d'aria.
Una figura, un albero, uno scorcio:
un lampo di luce traspare.
È la grande anima
del tempo che si affaccia,
è lo spirito dei tanti
che ci accompagna,
è lo stupore del
nuovo grande giorno.
I blu, i rossi , l'ocra, gli aranci.
Ogni pittore porta in sè, nel proprio animo, una parte dell'animo degli artisti che ha scelto come propri
maestri: maestri che sente più vicino nel fare arte e quindi per un momento, magico, calarsi nei loro
panni, carpire i segreti che li hanno spinti a mettere sulla tela quei segni, quelle figure. Dalla memoria
riaffiorano paesaggi, figure, lampi di luce e colori. Omaggiare la bella Vicenza con la sua piazza, i suoi
colli, le acque; rappresentare l'umanità, il filo sottile che divide virtù e peccato, l'attrarsi e il respingersi,
credere che c'è sempre una speranza al nostro inferno interiore; non siamo condannati per sempre.
Altre sensazioni, altra aria ho respirato nel girovagare per le aule della tua Scuola: ho visto libri, ho sentito il profumo della cultura. Mi sono ritrovato a mio agio, in pace, senza tensioni negative. Lo spirito ci può dare forze sconosciute, ci fa uscire allo scoperto senza alibi o veli protettivi. È tanto tempo che non parlo a me stesso di amicizia. Mi sono ritrovato a fare un bilancio, a vedere se ci sono crepe, a capire come continuare a credere in questa parola. Sto parlando di amicizia vera, quella che resta nonostante tutto. Dobbiamo impegnarci a trovare un pò di tempo per noi, per stare assieme. Comunque vada, nessuno potrà toglierci quello che siamo riusciti a condividere.
Il titolo della mostra che avevo pensato inizialmente era “città sull'acqua” e alcune delle opere esposte hanno questo titolo. Dopo un lungo viaggio, in lontananza, si arriva finalmente a intravvedere la propria città. Si è arrivati “a casa”: c'è da fare ancora un pò di strada ma già ci si sente a casa, si vedono i suoi colori, si sentono i suoi odori. È la metafora del viaggio attraverso la nostra vita, il nostro tempo: dopo tante incertezze e affanni, ecco un posto dove trovare un pò di pace. Ecco quindi disegnarsi meglio il tema del “dopo il caos, l'ordine” (titolo di un'opera esposta). E quindi i colori stesi di getto, poi la costruzione geometrica fino ad arrivare al “paesaggio metafisico” (altra opera esposta) Il caos è finito? Il caos dei sentimenti non quieta mai il nostro animo: a volte ci concede una tregua. E quindi i colori puri. Usciti di getto e poi un lavoro di mediazione, di fusione, di velature fino a rendere l'opera in quiete e terminata. Pronta incalza una nuova urgenza e via ad affrontare un'altra tela bianca: altri momenti di vita da mettere in ordine.
La mostra ha preso forma nella mia mente mentre in treno torno a casa e questo “tornare” mi riporta a galla sensazioni, immagini fino agli anni della fanciullezza o a meglio dire fin dove il ricordo ha lasciato traccia.
E così un autore che ho conosciuto o studiato sui libri, la visione di montagne, boschi, colline, case, paesaggi di terre brune e marine solitarie, palazzi antichi e misteriosi, mi trasmettono impulsi che affiorano dalla memoria e si fanno urgenti a voler essere rappresentati. Tutto si trasforma in un lampo di luce, forme geometriche, masse di colore che portano fuori le sovrapposizioni delle nostre anime, i tanti contorsionismi dei nostri cuori, le composizioni delle nostre, tante, troppe fratture.
Quasi a voler capire il mistero della creazione, lo stupore dell'infinito.
Mi piace, infine, immaginare alcune persone amiche, da poco tempo scomparse, sedute in galleria intente a guardare i miei quadri e commentano e dicono, insomma le sento ancora vive e vicine: anche a loro è dedicata questa mostra.